Concorso al Covid

Una nuova lettera piena di buon senso.

Agosto in plexiglas e

Concorso al Covid




Sicuramente molti di voi hanno già visto i progetti per le nostre spiagge di questa estate: in barba a Greta Thunberg e alla riduzione delle plastiche nei mari e sul litorale, qualcuno ha ipotizzato box in plexiglas per separare un ombrellone da un altro.
In definitiva avremo, al modico prezzo, (modico??? sicuri???) di una giornata in spiaggia, lettini, sole, mare e sauna.
Per me sarà il delirio più assoluto.
Come cantava De Gregori “la prima classe costa mille lire, la seconda cento la terza dolore e spavento…” (non canticchiate e continuate a leggere!), con questa soluzione, più ti addentrerai nel centro della spiaggia, più sarà garantito “puzzo di sudore…” e svenimenti vari ( e con il sudore aumentano pure le droplets).




Alcune amiche, con le quali mi sono confrontata, la vedono come una risposta alle ingerenze della vicina che attenta a conquistare lo spazio altrui, ricordando quella che fu l’invasione della Polonia.
Io la vedo come l’ennesimo tentativo di creare una soluzione che di risolutivo non ha assolutamente nulla, se non di aumentare il caldo, diminuire l’affluenza in spiaggia, abbattere completamente le entrate degli stabilimenti balneari.
Insomma un’altra idea di quelle ‘ECCEZZZIUNALE VERAMENDE’ che pensi: ‘ma come faranno a venire in mente???’
Sulla linea di queste idee così illuminate c’è quella di fare un concorso scuola a luglio/agosto.
Non sto scherzando. E’ vero!
Signori in piena pandemia mondiale, quando si inventano tutte le soluzioni più bizzarre per evitare il minimo contagio, come quella appena citata, la ministrA ha deciso, dopo ben otto anni, di bandire un concorso per almeno sessantamila docenti.




Un minuto di silenzio per metabolizzare la cosa ve lo dovete prendere.
Sto dicendo che da ben otto anni non esiste un concorso scuola per i non abilitati della secondaria di primo e secondo grado, fatto questo che ha, al giorno d’oggi, creato una sacca di precariato clamorosa che si aggira sui duecentomila supplenti.
Ebbene sì, i sindacati ci ricordano che il prossimo anno ci sarà almeno un precario su quattro dietro una cattedra.
Giusto trovare una soluzione, sacrosanta l’idea di stabilizzare, immorale l’idea di risolvere il precariato falcidiando i precari.
Dove faremo le prove? All’aperto? In uno stadio? e se piove? in quanti potremo stare? chi sistemerà le cose? chi troveremo che sterilizzerà i luoghi e gli impianti di areazione, ad agosto? Quali e quanti saranno i commissari per ogni regione da trovare (ad agosto) dopo un anno di inferno come questo?
E se svolgeremo le prove al chiuso, magari per il mal tempo? Accenderemo l’aria condizionata? I filtri? saranno sterilizzati a dovere per garantire un “Covid free”? E se ci toccassimo per sbaglio e fossimo, come è normale che sia, sudati? Chi ci garantisce che nessuno di noi sia contagiato ma asintomatico?
Ministra, è sicura di non voler incappare in possibili querele e che ne so, in una denuncia per tentata strage? (dico così… ma sarebbe plausibile!).
Possibile che non si trovino altre soluzioni?
Nessuna, proprio nessuna, la soddisfa?
Non quella che prevede l’assunzione per titoli e servizio, proposta dal CSPI?
Non quella che prevede l’assunzione dopo l’anno di prova?
Non un colloquio privato, magari per via telematica, con una commissione?
Non so… dica lei.
Io da precaria che ha già aspettato otto anni, le posso anche suggerire: ASPETTIAMO!
O, al limite, se proprio non vuole aspettare, proviamo in spiaggia, magari da un box all’altro potremmo provare a rispondere ad una commissione, se la troviamo.
E come nella novella di Asterione di J.L. Borges in cui il mostro Minotauro si avventa contro i corridoi di pietra, noi ci avventeremo contro questi muri di plexiglas, chiedendo pietà, piangenti e sudati, aspettando la fine….
Eleonora Rossi.



Vi ricordiamo di firmare la nostra petizione on line per lo svolgimento dei concorsi secondo il parere espresso dal CSPI che ha superato le 4000 firme!